E’ sempre bello constatare che l’Italia dura, quella che sforna band rock e metal da sempre, negli ultimi decenni ha messo una marcia in più e adesso la nostra Penisola non solo è in grado di competere con altri grandi Paesi in ambito metal e affini, ma anche di offrire band che ridefiniscono i canoni di alcuni generi e impongono quindi nuovi parametri molto interessanti da seguire. I Don Gastro dimostrano di avere personalità da vendere, Il loro stoner/alternative rock è una ventata d’aria fresca, perchè riesce ad offrire tanta buona musica e tante idee abbastanza nuove da poter essere prese da esempio, in un genere come il loro, che solitamente è molto classico e legato alla musica di ormai cinque decenni fa.

Non disdegnando sicuramente la lezione impartita dai grandi nomi del passato, i Don Gastro almeno privano a rimescolare un po’ le carte in tavola, suonando talvolta più come una band che mescola stili diversi, piuttosto che una band che si attiene al facile compitino di voler a tutti i costi piacere agli amanti dello stoner o del doom. Ci sono richiami al metal moderno, all’indie, al prog e altro ancora, come ad esempio un cantante che spesso intona strofe al vetriolo con tono sarcastico e caustico, quasi di scuola hip hop (“Do Not Resuscitate” non le manda a dire!). Le chitarre sono forse l’elemento più classico del disco, come anche il drumming.

Ma in tutto questo la band compone e scompone a suo piacimento, senza paura di dare la propria versione dei generi che trattano. Non abbiate paura però, fan del doom e derivati. Qui di tutto questo ce n’è parecchio, ma non c’è solo questo e questa band allarga i propri orizzonti anche in territori acustici e ipnotici, come nella lunghissima “Diabolis Cyprinodon”, che inizia proprio con toni dolci e acustici, per poi esplodere in un rock pesante e che varia di continuo fino alla fine del minutaggio. Album da avere, davvero molto peculiare!

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