Farabutt!, siamo un po’ matti, ma va bene così… Siamo farabutti!

Band ferrarese, i FARABUTT! sono composti da 6 musicisti, con esperienze diverse: qualcuno suonava hard core con gli H- strycnine, qualche altro si è divertito con il reggae e rocksteady
nei cookoomackastick, c’è chi ha portato in giro il rock and roll con i let’s get lost e con i dubby dub, chi ha incarnato il metal in svariati progetti musicali e chi si è diplomato in musica elettronica al conservatorio mentre suonava la tromba nella banda di paese.
Hanno riempito le storie di distorsioni, di elettronica, di tante voci diverse, di trombe e cori stonati, cercando di farle diventare canzoni da cantare a squarciagola in macchina mentre si è in coda prima di andare al lavoro: convincendosi per un attimo di essere ancora quel giovane farabutto che voleva bruciare il mondo con, davanti a lui, gli attimi migliori di sempre.

UGZ: Di tutti i brani che avete pubblicato, c’è una traccia a cui tenete particolarmente ?
Davide Zena:
Ciao a tutti! Ognuno di noi ha il brano che sente più vicino a sé, che lo rappresenta di più. Per quanto mi riguarda è Atlante, dal mio punto di vista unisce bene tutti i colori dei farabutt!, ci sono i chitarroni, i campionamenti, i synth, la tromba, il cantato di Andrea è super coinvolgente… Ed il testo è un po’ la summa della tematica principale dell’album, ovvero scrivere qualche storia che racconti del desiderio di tornare ad avere l’anima leggera, nonostante tutto quello che ci circonda.

UGZ: Siete mai stati presi dallo sconforto a tal punto di voler smettere ?
Davide Zena:
No, sarei molto più sconfortato se smettessi di suonare, perché perderei un modo per me essenziale per comunicare.
Sarebbe come perdere una gamba e dover ricominciare a camminare senza…

UGZ: Artisticamente parlando, rifareste tutto oppure avete dei rimpianti ?
Davide Zena:
Ah, i “se fossi, se avessi, se potessi.”
Boh sicuramente ci siamo giocati male otto mila opportunità, forse avremmo dovuto spingere di più a vent’anni, magari prendere tutto e fare un’esperienza all’estero, o fare una scuola di musica prestigiosa, o firmare quel contratto quella volta… Ma chissenefrega. La vita è talmente un casino che sono già felice di essere qui ora a fare questa cosa, assieme ai miei amici, a quarant’anni suonati.

UGZ: Scegliete un musicista di rilievo che avreste voluto nel vostro album
Davide Zena:
Beh, avere Mike Patton sarebbe stato il top.
Anche se nel nostro album abbiamo avuto la fortuna di collaborare con un sacco di musicisti delle nostre zone, amici con cui abbiamo condiviso palchi, birre e canzoni. La line up nel disco è già stratosferica così come è!

UGZ: Fareste un concerto fuori Italia ? E se si dove vi piacerebbe ?
Davide Zena:
Si, faremmo volentieri tanti concerti in giro per il mondo. Onestamente collego la parola concerti alla parola ferie, e magari fate un coast to coast in America potrebbe essere divertente. Rigorosamente tutti e 6 in giro sopra un van scassato, che ci lascerebbe a piedi dopo poco…

UGZ: C’è differenza tra ciò che ascoltate e ciò che in realtà suonate ?
Davide Zena:
Individualmente siamo 6 persone dai gusti più disparati… Ciuz, il nostro chitarrista, è un guerriero del metallo (ci minaccia quando pronunciamo la parola “unplugged”) Luca ascolta tanta musica elettronica ed Ambient, Mauro ed Andrea ascoltano hard core, io new wave ed industrial.. Poi ci troviamo in sala prove, iniziamo a suonare, ed assieme dedichiamo una canzone ai terrapiattisti!
Siamo un po’ matti, ma va bene così… Siamo farabutti!

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