Jeremy Dutcher, la voce degli indigeni canadesi pubblica il nuovo singolo “POMAWSUWINUWOK WONAKIYAWOLOTUWOK”

Jeremy Dutcher – il cantante Two-Spirit* di formazione classica, compositore, attivista e membro di Neqotkuk (Tobique First Nation) nel Canada orientale – condivide l’ultimo singolo prima che il suo secondo album venga pubblicato questo venerdì.
* termine pan-indigeno per discutere le identità interconnesse e intersecanti di genere, sessualità e cultura per coloro che potrebbero altrimenti essere identificati sia come LGBTQ+ che come indigeni.

Pomawsuwinuwok Wonakiyawolotuwok – che si traduce in “people are rising” è una “resistance song for all voices.”. Jeremy ha affermato sulla canzone e su come è nata: “Inspired by a traditional Wolastoq melody that is expanded on, this song was supposed to be on my first record, but I could never find a way to make the chorus right. I wanted to write a song that flowed between Wolastoqey language and English, in hopes of calling as many to the table as possible to witness the rising.”.

our struggle isn’t
in the fields [as it once was]
it’s in the streets
the people are rising

Il video che accompagna il singolo, è stato diretto da tranquilo e Jeremy Dutcher durante il Tobique Neqotkuk Annual Pow Wow “in support, collaboration, and celebration with the Wabanaki Communities,” dice tranquilo. “Gathered on 16mm film and in bright bloom; the promise of collective futures, the Wolastoqey language, the Two-Spirit space. Land Back. It has been an honour to be among your communities’ heartbeat.”.

Jeremy Dutcher è stato incoronato nel Regno Unito come MOJO Rising Artist nel numero di settembre e la rivista ha assegnato al disco ★★★★, affermando che “c’è un vero peso dietro queste canzoni, e Motewolonuwok lo porta con cupa grazia”.
Anche Rolling Stone Francia assegna ★★★★ stelle all’album definendolo “a total and captivating success.”, mentre Télérama aggiunge “richly orchestrated, his intimate ballads unfold an intense dramaturgy to transcend the pain of oppression and express the soothing beauty of resilience.”.

Jeremy ha inoltre recentemente registrato delle sessioni a New York con la WNYC “New Sounds” e a Parigi per la radio RFI.

Motewolonuwok” rappresenta un’esplorazione commovente e radiosa dell’indigenità contemporanea e del posto che lui occupa al suo interno, attraverso quello che è il suo lavoro più ampio finora.
Il nuovo album segna anche la prima volta che Dutcher scrive e canta anche in inglese. Un potente invito alla guarigione e alla comprensione collettiva: “Shared tongue is a beautiful gift, with a complicated reason” . Queste nuove canzoni cantate in inglese sono un modo di rivolgersi direttamente  ai nuovi ascoltatori mentre l’utilizzo della lingua madre è rivolto ai coloni, una linea di comunicazione diretta che cerca di trasmettere le storie di guarigione, resilienza ed emergenza della sua comunità a chiunque voglia ascoltare.
Le canzoni così reinterpretate catturano drammaticamente la bellezza della resilienza della comunità indigena al dolore e al trauma.

“Motewolonuwok”
risuona di un’orchestrazione dinamica e della drammaticità intrinseca del pianoforte a coda, ricordando una lunga serie di artisti che hanno ribaltato l’establishment classico per offrire composizioni moderne: luminari come Julius Eastman, Perfume Genius, Arthur Russell, Beverly Glenn-Copeland e Merce Cunningham.

Più intimo ed espansivo di qualsiasi cosa Dutcher abbia creato prima, Motewolonuwok supera il confine tra narrazione e composizione sia come disco di protesta che come esplorazione di sé. Questo è pop sperimentale come medicina correttiva: un’esperienza provocatoria, curativa e queer che riempie ogni ascoltatore di potere e saggezza.

Album pre-order: https://found.ee/motewolonuwok

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